Prosecco, scontro sui terreniLA TRIBUNA, lunedì 20 Febbraio 2017
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Prosecco, scontro sui terreni
I piccoli produttori: “Per noi quotazioni fuori mercato”
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Volano i prezzi dei terreni di Prosecco
Cartizze oltre un milione ad ettaro, protestano i piccoli produttori: “Esclusi dalle compravendita, quotazioni fuori mercato”
Di Andrea De Polo
C’è una crepa che si sta allargando ogni giorno di più, nel mondo del Prosecco: quella tra grandi e piccoli produttori. I primi hanno alzato la voce, nei giorni scorsi, dopo i nuovi criteri stabiliti dalla Regione per l’assegnazione dei nuovi vigneti: mille metri quadrati per chiunque ne faccia richiesta, criterio che favorisce i piccoli produttori e la frammentazione, anziché le grandi cantine. I “piccoli” (le aziende tra 0,5 e 20 ettari) hanno, al contrario, accolto con favore la decisione di Venezia, perché fino a questo momento si sentivano tagliati fuori dal grande mercato del Prosecco, per colpa di quotazioni eccessive dei terreni all’interno della Doc e della Docg. Insomma, se acquistare terreni è diventato impossibile, almeno con il decreto regionale sarà più facile piantare vigneti su terreni già di proprietà.


Secondo i Calcoli di Terra Casa, agenzia immobiliare di Ponte di Piave specializzata in terreni agricoli, negli ultimi cinque anni il valore dei terreni della Docg è aumentato del 30%, del 45% quelli nella Doc. Oggi un ettaro di terreno a Conegliano, in zona Doc, costa sui 250 mila euro, a Farra di Soligo sulle Rive (Docg) va dai 500 ai 700 mila euro, a Valdobbiadene in area Cartizze può valere anche un milione e 200 mila euro. “Con lo stato attuale del mercato, il rischio è che solo i grandi gruppi possano permettersi di acquistare i terreni, quindi ben vengano le tutele della Regione nei confronti delle Pmi”, spiega Roberto Martinuzzo, titolare di Terra Casa, “secondo le nostre analisi le quotazioni dei terreni continueranno a salire, almeno del 10-15% nei prossimi anni, perché di Prosecco c’è sempre bisogno, e se - come sembra – ogni cittadino dell’Asia inizierà a berne un calice, serviranno sempre più vigneti”. Gli appezzamenti in vendita sono pochissimi, e anche per questo estremamente cari: si registra qualche movimenti in zona Doc, con alcune compravendite andate a buon fine in zona Fontanelle (anche qui, però, si tratta di grande aziende che acquistano l’appezzamento del singolo produttore), mentre nelle Docg di Valdobbiadene e Asolo il mercato è ingessato. “Va detto ch le quotazioni dei terreni sembrano un po’ eccessive”, spiega ancora Martinuzzo, “arrivare a chiedere certe cifre vuol dire aver creato delle false aspettative sul mercato, e soprattutto ingessare la parte delle compravendite”.


Innocente Nardi è il presidente di un Consorzio di Tutela, quello del Conegliano Valdobbiadene, in cui la terra vale davvero come l’olio. “Che ci sia un incremento sul costo dei terreni è confermato”, commenta Nardi, “i prezzi però crescono o scendono in funzione della domanda del bene, se c’è un incremento è perché c’è molta domanda sul mercato. Non solo: credo anche che i nostri viticoltori siano attaccati al terreno, e di conseguenza non vogliono vendere, se non a un prezzo molto competitivo. Sulle nostre colline c’è un legame forte con la terra, in molti casi il vigneto lo si acquisisce perché appartiene alla propria famiglia da generazioni, è un rapporto che va ben oltre il mero ragionamento economico”.
Nei giorni scorsi Confagricoltura Treviso aveva chiesto che fossero privilegiate le aziende che già possiedono vigneti e trasformano uve, la direzione della Regione è invece quella opposta: “Le aziende di medio-piccole dimensioni garantiscono una gestione attenta delle colture e il rispetto dell’impatto ambientale”, ha spiegato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Giuseppe Pan, “i criteri in vigore sino al 2016, invece, avevano favorito concentrazioni e fenomeni di accaparramento delle autorizzazioni”.


Terracasa Press: Prosecco, scontro sui terreni