Il Gazzettino - 01 luglio 2018 - La scalata del kiwi giallo inattesa “insidia” ai vignetiIL GAZZETTINO
DOMENICA 1 LUGLIO 2018

Pag. III Treviso

La scalata del kiwi giallo inattesa “insidia” ai vigneti
Negli ultimi mesi sempre più produttori stanno rivolgendo la loro attenzione a questa coltura che ha bisogno di trattamenti molto inferiori e ha rese elevate

INVESTIMENTI
TREVISO (mz) Disporre di qualche ettaro da piantare a vigneto continua a rappresentare un investimento ad alta rendita. Se il boom del prosecco (e, a cascata, dell’intero comparto vinicolo) non vede all’orizzonte rallentamenti, anche nella Marca, tuttavia, si comincaino a sperimentare alternative agli imperanti filari di uva.

LA NUOVA FRONTIERA
Protagonista, il kiwi: coltura già ben presente, ma che ora, grazie a nuove varietà, più resistenti e dalla resa migliore, sta conoscendo un rinnovato successo. La conferma arriva proprio dal mercato degli appezzamenti: <>. In questi giorni, ad esempio, l’operatore ha concluso la vendita di 15 ettari, proprio a Ponte di Piave, da destinare a questo frutto. L’acquirente, l’azienda agricola Ca’ de Pizzol infatti, ha in programma di procedere con tre stralci da 5 ettari ciascuno nei prossimi tre anni. <<È un buon investimento in questo momento – spiega il titolare Tarcisio De Pizzol, alla guida dell’impresa omonima insieme ai figli David e Marco – ci sono stati dei miglioramenti a livello di selezione delle piante che fino a poco tempo fa erano particolarmente soggette alle virosi, mentre oggi sono più forti, èp possibile acquistare barbatelle certificate e la mortalità si è drasticamente ridotta>>.

NUMERI INTERESSANTI
Le rese vanno dai 250 ai 350 quintali l’ettaro, persino superiori, in proporzione, a quelle delle uve glera, e il mercato è in crescita, soprattutto perché, in Italia, a differenza della Nuova Zelanda (primo produttore mondiale), si è puntato sulla varietà gialla o rossa, più ricche di vitamina C e di proprietà nutritive. Non ultimo, il kiwi necessita di un numero di trattamenti ridotto rispetto alle viti e, di conseguenza, presenta molti meno problemi di sostenibilità ambientale. <>.

IL PROBLEMA – INCUBO GRANDINE: CI SONO SOLO LE RETI
Uno dei problemi irrisolti dei coltivatori di prosecco è senz’altro la tutela del prodotto dai fenomeni meteorologici. Una grandinata ben assestata può decimare le uve e incidere profondamente sia sulla loro qualità che sulla quantità. Esistono, e alcuni già le utilizzano, le reti protettive che sono considerate anche dalla scienza l’unica misura passiva davvero utile a scongiurare disastri. È chiaro che però su erte collinari e grandi appezzamenti o non è possibile applicarle o hanno dei costi insostenibili. In molte zone perciò si usano i cannoni. Che non hanno nessuna efficacia.


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