IL GAZZETTINO - 03 gennaio 2019 - Boom di frumento, noci e nocciole ma il glera resta al primo postoIL GAZZETTINO
GIOVEDÌ 03 GENNAIO 2019

Treviso - Pag. IX

Boom di frumento, noci e nocciole ma il glera resta al primo posto
IL SONDAGGIO
TREVISO. Il boom del Prosecco proseguirà anche nel prossimo futuro, continuando a trainare l’intera viticoltura trevigiana e veneta? Oppure l’apice è stato raggiunto e si profila l’inevitabile frenata? Anche tra gli addetti ai lavori queste domande non trovano una risposta univoca e le previsioni sull’andamento dei prezzi dei vigneti nel prossimo lustro rimangono nella più forte incertezza. A porre il quesito ci ha provato un sondaggio, promosso da Terra Casa, agenzia immobiliare di Ponte di Piave specializzata proprio in terreni agricoli (in particolare vitati), intervistando circa 300 operatori delle provincie di Treviso, Padova, Belluno e Pordenone, in occasione della recente Fiera di Santa Lucia di Piave.
LA RILEVAZIONE
Ecco l’esito della rilevazione: secondo il 27,6% del campione, i prezzi degli appezzamenti a vigneto continueranno a salire (escludendo a priori variazioni delle superfici consentite), per un 36,4% resteranno stabili, mentre secondo un altro 32,6% scenderanno. Ben più definiti i pronostici sui terreni a seminativo: quasi metà degli intervistati scommette sulla stabilità e un ulteriore terzo prevede quotazioni in calo, anche a causa di rese talmente basse da rendere più conveniente lasciare la terra incolta. Nonostante i dubbi sull’avvenire, possedere qualche bel filare, magari di glera, rimane in cima ai desideri degli imprenditori agricoli (e non solo). Lo conferma la domanda sulle coltivazioni su cui investire nel prossimo lustro: in testa alle preferenze resta la vite, seguita da noci e nocciole, frumento, canapa, mais, melograno, soia, ortaggi, frutta, kiwi. “Gli agricoltori – commenta Roberto Martinuzzo, titolare di Terra Casa – sono indecisi tra le coltivazioni tradizionali, che rendono poco ma sono comunque una garanzia, e le nuove coltivazioni, che però sono un rischio. Ad esempio, quest’anno il frumento è più scelto rispetto al mais e alla soia, non perché renda di più, ma perché ha meno costi di lavorazione e, in un settore che ha sempre meno manodopera, questo aspetto fa la differenza”.
IL BIOLOGICO
“Le nocciole sono interessanti ma legate quasi a un solo acquirente: la Ferrero – analizza ancora il professionista – Melograno, ortaggi e frutta, rigorosamente bio, possono intercettare le esigenze del nuovo consumatore, soprattutto il mondo vegetariano e vegano, ma per essere davvero redditizie devono essere accompagnate dalla vendita diretta. Anche il clima è un fattore importante: nuove piante potrebbero essere interessanti dato il generale innalzamento delle temperature, ma episodi meteorologici violenti e imprevedibile (gelate, grandinate o trombe d’aria) scoraggiano investimenti di lungo periodo come gli ulivi”. E, al di là di tutto, il richiamo della terra continua a farsi sentire: il 36,6% degli intervistati si dichiara interessato ad acquistare terreni nel 2019, trovando l’occasione giusta, mentre solo il 18,5% intende vendere”.
M.Zan.


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